Lunedì 15 Gennaio 2018 11:15

«Il tuo comportamento favorisce le mafie?» Un convegno all’università di Bologna

di Melissa Melloni,  Serena Poli, 3 DR


Presenti il procuratore Antimafia Gaetano Paci e la presidente dell’Assemblea legislativa Simonetta Saliera che hanno raccontato agli studenti cos’è stato il maxi processo Aemilia.

Una storia che tutti dovrebbero conoscere: quella di Bruno Caccia, che venne ucciso per non avere accettato le richieste della mafia. L’ha raccontata Gaetano Calogero Paci, procuratore della direzione distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, durante il convegno «Il tuo comportamento favorisce le mafie» organizzato dall’Università a Bologna. Presenti molti studenti, non solo del dipartimento, anche delle scuole superiori di Bologna.

«La ‘Ndrangheta è riuscita ad estendere il suo potere al di fuori del territorio d’origine, arrivando a costituire più aggregazioni mafiose in Canada e Australia, rispetto a quelle presenti in Calabria» ha spiegato il procuratore mentre il rettore dell’Alma Mater, Francesco Ubertini, ha sottolineato l’impegno dell’Università nell’indagare i contesti in cui si insinuano le mafie.

E sul maxi processo «Aemilia», il più grande in Nord Italia, con 237 imputati, è intervenuta anche la presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna, Simonetta Saliera, che ha ricordato come l’Emilia-Romagna abbia deciso di affrontare il problema delle mafie a cielo aperto, investendo 800.000 euro nel processo e un milione di euro per riutilizzare le opere sequestrate ai mafiosi. «E’ stata anche varata una legge regionale per far conoscere a tutti i cittadini le azioni che possono favorire la mafia» spiega la presidente «Questa legge è stata inserita dall’ONU fra le buone pratiche contro la mafia». Anche la 41 bis avrebbe portato a cambiamenti positivi, ha spiegato la docente universitaria, Stefania Pellegrini, che ha illustrato gli effetti dell’isolamento in carcere sui mafiosi detenuti.