Venerdì 25 Gennaio 2019 07:44

"La stagione del Bologna 2018-19", Roberto Polverelli - 4BT

   

Bologna, 16.01.2019

 

LA STAGIONE DEL BOLOGNA 2018/19

di Roberto Polverelli

 

bologna1819

 

Lo scorso anno, alla fine della stagione, Roberto Donadoni aveva conseguito il record nella storia del Bologna quanto a numero di sconfitte in una stagione (21), pur riuscendo ad ottenere comunque una salvezza tranquilla. Joe Saputo e la dirigenza, insieme a tutti i tifosi rossoblu, si erano però stancati di stagioni mediocri e di vagare nella zona medio bassa della classifica, ambivano a qualcosa di più, come ad esempio l'accesso all’Europa League.

Così a Luglio Donadoni viene esonerato e al suo posto arriva Filippo Inzaghi, ex calciatore del Milan, che con il Venezia aveva espresso un ottimo calcio e quasi raggiunto un’incredibile promozione in A. Insomma l’allenatore ideale che il Bologna cercava, giovane e con nuove idee per vivacizzare il gioco che con Donadoni era praticamente inesistente. Il modulo di Inzaghi è il 3-5-2 che, dopo gli ottimi risultati con il Venezia, il nuovo mister vuole riproporre anche sotto le due torri. Così il mercato estivo è stato fatto su misura per questo odulo, infatti vengono comprati un esterno, Mattiello in prestito dall’Atalanta, un difensore centrale di esperienza per dare più sicurezza al reparto, Danilo dall’Udinese, e i due possibili attaccanti titolari, Falcinelli dal Sassuolo e Santander dal Copenaghen, quest'ultimo con una discreta esperienza internazionale. Come portiere viene scambiato Mirante con Skorupski dalla Roma. Gli altri acquisti sono Svanberg, Calabresi, Paz e Dijks tutti   giocatori giovani, ma che non esaltano i tifosi rossoblu. Inoltre vengono ceduti pezzi importanti come Verdi, con la cui vendita è stato fatto l’intero mercato, Di Francesco e Masina, non più utili al modulo di Inzaghi.       La squadra è pronta, c’è molto ottimismo nell’aria e il mister nelle interviste promette al Bologna un piazzamento in Europa League. Alla prima partita ufficiale, Bologna-Padova di Coppa Italia, vinciamo 2-0, e il Bologna sembra pronto per il grande salto e per affrontare al meglio la prima di campionato.
Il primo incontro, Bologna-Spal, inizia in modo vivace per i rossoblu, ma dopo un po’ la partita si blocca e si fa noiosa con le due squadre che non hanno idee né spunti di gioco. Alla fine a deciderla è un tiro di Kurtic da fuori aerea, che porta in vantaggio i biancoazzurri. Poi al 93° Helander, su palla inattiva, calcia senza precisione e colpisce il palo, mancando di poco il pareggio. Questo episodio sarà cruciale per la stagione del Bologna, perché passerà più di un mese prima del primo gol stagionale rossoblu e in questo periodo totalizzeremo solo un punto, con zero gol all’attivo. Emblematica è l’azione di Dzemaili nella partita contro il Frosinone: lanciato da solo davanti alla porta sbaglia tirando addosso al portiere e ci condanna ad un misero 0 a 0, con due punti persi in chiave salvezza.
All’inizio le prestazioni vengono giustificate per l’allenatore appena appena arrivato e per i nuovi innesti che si devono ancora adattare al modulo e alla squadra, ma con il passare delle partite non basta più la scusa della novità perché i risultati non arrivano, la squadra è senza un’identità di gioco e si vedono evidenti gap tecnici. A differenza dall’anno scorso in questa stagione non abbiamo un giocatore che possa decidere una partita con un assist o un gol dalla distanza, come era Simone Verdi (che adesso a Napoli sta facendo panchina a causa di problemi fisici, delle sue prestazioni sottotono e di un Callejon stakanovista che su quella fascia è insostituibile).
Il 23 settembre al Dall’Ara era prevista la sfida contro la Roma, che per noi tifosi equivaleva ad un’altra sconfitta, la quinta di fila, visto il periodo nero in cui tutto andava storto, le pessime prove e il superiore livello tecnico della Roma. Inzaghi decide di dare un svolta, mettendo in campo nuovi giocatori come Krejci sulla fascia sinistra al posto del macchinoso Dijks, Nagy in mediana al posto di Pulgar, espulso nella precedente partita e reduce da pessime prestazioni, Svanberg al posto di uno spompato Poli e il giovane Calabresi preso dalla primavera della Roma e alla sua prima in serie A che da questa partita diventerà un titolare inamovibile della retroguardia rossoblu. Incredibilmente la fortuna gira a nostro favore perché Mattiello si trasforma in un Robben: prende la palla vicino alla linea di fondo, si accentra verso l’area di rigore e insacca in rete! Un gol bellissimo, il primo della stagione del Bologna. Sembra impossibile essere in vantaggio. La Roma con possesso palla e numerose palle gol continua ad attaccare per riacciuffare il pareggio, ma come in un film, nel secondo tempo, in un’azione di contropiede di due tocchi, Dzemaili, Falcinelli e Santander, questi si ritrova solo davanti al portiere Olsen e lo supera ottenendo un sorprendente 2-0, che chiude la partita.
È la prima vittoria stagionale e porta una boccata d’aria e di serenità alla squadra e all’ambiente distrutto dalle continue sconfitte. Questa aria di ottimismo porta un altro successo casalingo contro l’Udinese, grazie ad un coraggioso Inzaghi che sull’1-1 decide di mettere in campo Orsolini e di togliere un difensore, con il rischio di perdere la partita. Ma la fortuna aiuta gli audaci e proprio ilnuovo entrato, nei minuti finali, segna il 2-1. Questa però sarà l’ultima vittoria in campionato del Bologna.
Ottobre, Novembre e Dicembre hanno portato solo risultati deludenti, sconfitte pesanti contro le nostre stesse rivali per la salvezza e qualche misero pareggio che ci ha ottenuto solo 13 punti. Risultati che ci hanno costretto a ridimensionare gli obiettivi, da quello iniziale di un posto in Europa League a quello di oggi di una salvezza per la quale si deve lottare e soffrire, essendo al 18°posto. Eppure il Bologna i giocatori per salvarsi li ha, infatti in A esistono squadre più scarse o al nostro stesso livello che adesso sono sopra di noi e addirittura lottano per un posto in Europa. Per fare un paragone non credo che i vari Barillà, Bruno Alves e Stulac del Parma, Krunic, Silvestre e Caputo dell’Empoli e Vicari, Petagna e Missiroli della Spal, abbiano qualcosa da invidiare ai nostri Pulgar, Poll, Mattiello, Danilo e Santander. Allora le colpe sembrerebbero dell’allenatore. L’Empoli con Andreazzoli pur giocando molto bene portava a casa pochi punti, ma da quando è arrivato Iachini anche se con un gioco meno brillante ha cominciato a fare risultati, ci ha superato in classifica e adesso è tre punti sopra di noi. La dirigenza del Bologna invece ha deciso di continuare a dare fiducia ad Inzaghi, perché un esonero avrebbe significato il totale fallimento del mercato estivo.
L’ultima partita dell’anno è stata Napoli-Bologna, terminata ovviamente con una sconfitta di 3-2, però diversa dalle altre perché la squadra ha giocato alla pari dei partenopei, nettamente superiori anche con le assenza di Koulibaly, Hamsik e Insigne, si è mostrata propositiva, ha creato molte palle gol ed è riuscita al San Paolo a recuperare per due volte lo svantaggio, prima con Santander e poi con Danilo. Ma questa ottima prestazione non è stata sufficiente: all’88° Mertens ha segnato con un tiro dalla distanza e il Napoli ha vinto la partita. Così il Bologna ha concluso questo orribile 2018 portando a casa solo 28 punti (i 15 della scorsa stagione e i 13 di questa) e 0 vittorie in trasferta.
Di questa partita si è salvata però la prestazione e la dirigenza ha dato ancora fiducia ad Inzaghi promettendo a gennaio importanti acquisti per rafforzare la rosa. Infatti nei primi giorni del mercato invernale sono arrivati Sansone e Soriano in prestito dal Villareal, ottimi innesti, e adesso si attendono altri acquisti, anche se prima bisogna cedere giocatori come Destro, Falcinelli, Paz e Gonzalez, non più utili alla causa.
Il 2019 è iniziato con una prevedibile sconfitta in coppa Italia contro la Juve. Nonostante il risultato negativo (2-0) la partita è servita per vedere subito in azione Sansone e Soriano e per integrarli nel gruppo. Adesso bisogna ripartire concentrati e ottenere più punti possibili, sperando che la squadra aiutata dai nuovi arrivi possa ottenere la salvezza.


Roberto Polverelli


Alice Gironi, 5 AA